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        <title>Fusi Group</title>
        <description></description>
        <link>http://www.fusigroup.com</link>
        <lastBuildDate>Sun, 20 May 2012 21:26:05 +0100</lastBuildDate>
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            <title>Bando Start Up</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art47.html</link>
            <description>Dal 7 maggio al 6 giugno 2012 &amp;egrave; possibile presentare le candidature per il bando promosso dalla Regione Lombardia che mette a disposizione delle start  up operanti nel settore della moda 700.000 euro e il supporto di un team  composto da professionisti che assister&amp;agrave; e favorir&amp;agrave; la crescita delle  startup con i&amp;nbsp; servizi di mentoring.&lt;br/&gt;
Il bando si rivolge alle  imprese manifatturiere, costituite da giovani (18-35 anni) e donne,  operanti sul territorio lombardo e prevede l&amp;rsquo;erogazione di tre tipologie  di voucher:&lt;br/&gt;

Location per la gestione dell&amp;rsquo;organizzazione per  lo sviluppo del prodotto e per la sua presentazione (importo massimo 10  mila euro)
Formazione per corsi di formazione per la gestione e la promozione del prodotto (importo massimo 10 mila euro)
Comunicazione  per l&amp;rsquo;organizzazione eventi, realizzazione strumenti ed iniziative di  comunicazione, marketing e promozione (importo massimo pari a 20 mila  euro

Questa non &amp;egrave; la prima iniziativa promossa a favore del  settore: proprio la moda era presente nei comparti finanziati dal &amp;lsquo;Bando  innovazione e ricerca&amp;rsquo; che, grazie all&amp;rsquo;accordo con il Miur, aveva gi&amp;agrave;  messo a disposizione delle Pmi lombarde 120 milioni di euro.&lt;br/&gt;
Fonte. buzlogs.com&lt;br/&gt;
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            <title>Social network made in China</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art46.html</link>
            <description>La popolarit&amp;agrave; di Pinterest ha generato una miriade di siti simili nel  mondo, soprattutto in Cina. Pu&amp;ograve; capitare per&amp;ograve; che la copia sia migliore  dell&amp;rsquo;originale (soprattutto se Made in China) e i social network non  fanno eccezione. Nel Paese del dragone Buykee &amp;egrave; diventato uno dei social di condivisione di&amp;nbsp; foto pi&amp;ugrave; famosi perch&amp;egrave; &amp;egrave;  riuscito a implementare al modello Pinterest due fattori vincenti, lusso ed e-commerce,  dando vita ad un continuum tra visualizzazione, condivisione e shopping  online. Tuttavia Buykee non &amp;egrave; l&amp;rsquo;unica rivelazione cinese.&lt;br/&gt;
Fa Xian,  piattaforma di Alibaba Group, a pochi mesi dal lancio aveva gi&amp;agrave;  conquistato il cuore di oltre 60.000 visitatori (al giorno). Unico  limite di questo shop:&amp;nbsp;tutti gli oggetti visualizzabili su Fa Xian  possono essere acquistati tramite due piattaforme di e-commerce: Taobao  Mall e Taobao Marketplace (sempre di propriet&amp;agrave; di Alibaba Group) che  attualmente detengono una quota di mercato del 70%.&lt;br/&gt;
Data la  concorrenza agguerrita e considerando che nel 2015 il mercato delle  vendite on line in Cina raggiunger&amp;agrave; un volume d&amp;rsquo;affari di quasi 159  milioni di dollari (oggi ne vale 94,6) Yoox, Net-a-Porter e colleghi non  possono riposarsi sugli allori, nemmeno cinque minuti.&lt;br/&gt;
Fonte:buzlogs.com&lt;br/&gt;
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        </item>
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            <title>Anche il Messico con gli occhi a mandorla?</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art45.html</link>
            <description>Come combattere l&amp;rsquo;invasione di scarpe cinesi in Messico? Puntando sulla qualit&amp;agrave; e la sostenibilit&amp;agrave; e su materiali naturali. Nasce cos&amp;igrave; la proposta del CIATEC,  Centro de Innovacion y Asistencia en Tecnologias Competitivas: un  modello di produzione che prevede la riduzione di plastica, riutilizzo e  riciclo e il recupero di energia utilizzata per la produzione di  calzature.&lt;br/&gt;
Tra il 2000 e il 2012 le importazioni di scarpe dalla  Cina in Messico sono cresciute del 475% e ci sono da tutelare 62mila  aziende messicane che operano nel settore delle calzature. E il Governo  Messicano ha posto un freno dal 1&amp;deg; marzo 2014 poich&amp;eacute; oltre al crollo dei prezzi dell&amp;rsquo;intero settore si &amp;egrave; trovato a  dover smaltire una quantit&amp;agrave; impressionante di rifiuti con un elevato quantitativo di piombo.&lt;br/&gt;
Il  responsabile del progetto, l&amp;rsquo;ingegnere Gustavo Diaz Alvarado ha  spiegato che questo modello concettuale, che si trasformer&amp;agrave; in una vera  certificazione, prende in considerazione l&amp;rsquo;utilizzo di strategie di  eco-design cio&amp;egrave; soluzioni volte a minimizzare l&amp;rsquo;impatto ambientale, a  fornire la selezione dei materiali, tecnologia di produzione, sistemi  distribuzione e l&amp;rsquo;impatto durante l&amp;rsquo;uso e la gestione dei rifiuti.&lt;br/&gt;
Fonte:buzlogs.com&lt;br/&gt;
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        </item>
        <item>
            <title>Idee per il mercato della carne</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art44.html</link>
            <description>Si chiama AgLocal la startup di Kansas City che vuole cambiare il mercato della carne con  una app per smartphone che ha l&amp;rsquo;ambizioso obiettivo di creare una rete  che metta in comunicazione i produttori agricoli con i distributori e i  consumatori finali.&lt;br/&gt;
Grazie a questa app i consumatori potranno  cercare e scegliere le aziende agricole locali per ordinare carne a km  zero da ritirare poi nel negozio vicino casa; all&amp;rsquo; AgLocal andr&amp;agrave; poi una  percentuale per transazione avvenuta tra produttore e distributore.&lt;br/&gt;
La startup attualmente sta svolgendo il programma di 12 settimane promosso da NewMe per confrontarsi con gli investitori e migliorare la strategia di  business. La versione beta verr&amp;agrave; rilasciata tra qualche mese e il  servizio inizialmente sar&amp;agrave; disponibile a New York e a San Francisco per  poi espandersi in alre 30 citt&amp;agrave; statunitensi in un paio di anni.&lt;br/&gt;
Fonte: buzlogs.com&lt;br/&gt;
</description>
        </item>
        <item>
            <title>Il dragone rallenta?</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art43.html</link>
            <description>In Cina il lusso non conosce crisi: secondo le previsioni di McKinsey &amp;amp; Co. &amp;nbsp;il tasso di crescita medio annuo si attesta intorno al 18% mentre il volume d&amp;rsquo;affari nel 2015 toccher&amp;agrave; i 27 miliardi di dollari (nel 2009 erano 10 miliardi). E i big del lusso confermano.&lt;br/&gt;
&amp;nbsp;&lt;br/&gt;
Le vendite del gruppo francese LVMH nel primo trimestre 2012 sono cresciute del 25% ma il mercato &amp;egrave; lontano dall&amp;rsquo;essere saturo e al braccio delle donne cinesi c&amp;rsquo;&amp;egrave; ancora spazio per la Speedy e la Neverfull.&lt;br/&gt;
&amp;nbsp;&lt;br/&gt;
Anche Prada pu&amp;ograve; ritenersi soddisfatta: nel 2011 le vendite in Asia (escluso il Giappone) sono aumentate del 42% e su un totale di 358 negozi sparsi per il mondo, 110 si trovano in oriente.&lt;br/&gt;
&amp;nbsp;&lt;br/&gt;
Il futuro per le aziende del lusso sembra essere roseo, dal momento che il pi&amp;ugrave; grande aumento della spesa pro capite&amp;nbsp; proviene dai consumatori pi&amp;ugrave; ricchi.&lt;br/&gt;
Secondo le stime di McKinsey gli shopper che nel 2010 hanno speso tra i 2.000 e 4.000 dollari in prodotti dell&amp;rsquo;alto di gamma entro il 2020 arriveranno a spenderne tra 3.000 e &amp;nbsp;6.000 dollari; mentre chi ne ha potuti spendere 12.000 nel 2020 raddoppier&amp;agrave; la spesa&lt;br/&gt;
Fonte:buzlogs.com&lt;br/&gt;</description>
        </item>
        <item>
            <title>I cinesi bevono vino italiano o vino francese?</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art42.html</link>
            <description>In Cina attualmente il comparto dei vini importati &amp;egrave; dominato dai produttori&amp;nbsp;francesi&amp;nbsp;mentre&amp;nbsp;l&amp;rsquo;Italia, negli ultimi dieci anni, ha visto ridursi la propria quota di mercato dal 14,2% del 2001 al 6,5% del 2011: nonostante i risultati positivi ottenuti nel 2010 e nel 2011 in Cina il vino italiano si trova ancora in una posizione marginale.&lt;br/&gt;
Nel modello francese &amp;egrave; fondamentale il rapporto produttore-distributore, dove per distributore non s&amp;rsquo;intende la GDO, che in Cina conta solo per il 15% del mercato, ma l&amp;rsquo;importatore. I produttori francesi hanno infatti investito, negli ultimi anni, ingenti risorse per aiutare gli importatori/distributori a collocare i propri prodotti sul mercato e sono appunto gli investimenti in marketing che hanno portato alla grande differenza in termini di quota di mercato tra vini francesi e vini italiani sul mercato cinese. I francesi, inoltre, hanno investito milioni di euro per alimentare una presenza diretta sul territorio che conta circa 1.500 persone, in gran parte venditori e con la presenza anche di giovani di origine francese, dedicati al settore.&lt;br/&gt;
Fonte:buzlogs.com&lt;br/&gt;
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        </item>
        <item>
            <title>Fattori di acquisto on-line nel mercato cinese</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art41.html</link>
            <description>&lt;br/&gt;
Secondo le ricerche pubblicate da Forrester Research nel 2015 il  mercato delle vendite on line in Cina raggiunger&amp;agrave; un volume di affari di  159 milioni di dollari (oggi ne vale 94,6). Quali sono per&amp;ograve; le  abitudini e le preferenze di acquisto degli shopper cinesi? Red Luxury ha individuato una serie di punti che riportiamo di seguito.&lt;br/&gt;
1) Prezzo: il prezzo (basso) prima di tutto&lt;br/&gt;
2)  Pagamenti: le carte di credito detengono il 15% del mercato. Sono  preferiti sistemi di pagamento come Alipay (leader del mercato) che oggi  conta pi&amp;ugrave; di 200 milioni di account&lt;br/&gt;
3) E-tailer: il 43% dei  clienti on line scopre nuovi e-tailer grazie a Taobao (equivalente di  e-bay), che attualmente detiene il 70% del mercato cinese. Il 28% degli  e-shopper viene a conoscenza di nuovi negozi on line grazie alla  pubblicit&amp;agrave;, il 18% tramite passaparola e l&amp;rsquo;11% attraverso il social BBS&lt;br/&gt;
4)  Confronti: il 64% degli shopper prima di effettuare un acquisto  confronta il prodotto sui vari negozi mentre il 36% ha pianificato gi&amp;agrave;  l&amp;rsquo;acquisto, sapendo gi&amp;agrave; cosa e dove comprare.&lt;br/&gt;
5) Esclusivit&amp;agrave;: si  compra online non solo per una questione di prezzo. I cinesi ricercano  anche l&amp;rsquo;unicit&amp;agrave; del prodotto non disponibile nei negozi off line.&lt;br/&gt;
Fonte:buzlogs.com&lt;br/&gt;
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            <title>Come farti consegnare la spesa a casa</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art40.html</link>
            <description>Si &amp;egrave; tenuto a Trento dal 23 al 25 marzo lo Startup Weekend:  54 ore no stop &amp;nbsp;per realizzare un&amp;rsquo; applicazione web o mobile su cui  costruire un business credibile. L&amp;rsquo;evento rivolto soprattutto a  sviluppatori e grafici con uno spiccato intuito imprenditoriale ha visto  vincitore il team di Milk, please! Questa app &amp;egrave; accessibile da un interfaccia web, da un applicazione  mobile, e da speciali postazioni nei supermercati. Se qualcuno si trova  ad aver bisogno di fare piccole spese e non ha tempo o modo di recarsi  in un negozio, pu&amp;ograve; inserire il proprio ordine tramite il sito e inviare  la propria lista della spesa ad altri utenti. Se uno di questi si trova  in quel momento in un supermercato o negli immediati paraggi, pu&amp;ograve;  decidere di accettare l&amp;rsquo;ordine e di effettuare la consegna mentre il  sistema gestisce il pagamento online preoccupandosi di compensare chi  effettua la consegna. Di seguito un video che spiega il funzionamento  della app. Fonte buzlogs.com&lt;br/&gt;
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            <title>Start up Cile</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art39.html</link>
            <description>&amp;Egrave; un progetto ideato dal Ministero dell&amp;rsquo;economia cilena con lo scopo di  rendere il Cile nuova hub dell&amp;rsquo;innovazione dell&amp;rsquo;America Latina. Un  comitato seleziona i progetti e le imprese che riceveranno 40 mila  dollari per trasferirsi sei mesi in Cile, aumentare il capitale proprio,  assumere personale e creare reti di networking. Il programma vede la  partecipazione di Harvard, MIT, LES, e Stanford e la maggioranza dei  progetti rientra nel campo dell&amp;rsquo;e-commerce, del software enterprise, del  social impact e biotecnologie.&amp;nbsp; Nel 2010 sono state finanziate 110  start up e l&amp;rsquo;obiettivo per il 2014 &amp;egrave; di raggiungere quota 1000.&lt;br/&gt;
Fonte: buzlogs.com&lt;br/&gt;
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            <title>Start up  in Italia</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art38.html</link>
            <description>Bamboccioni, sfigati, stagisti e disoccupati: questi gli aggettivi pi&amp;ugrave;&amp;nbsp; inflazionati per descrivere i giovani italiani, anzi, una PARTE di loro. Perch&amp;egrave; se solo alzassimo lo sguardo oltre la siepe saremmo in grado di vedere una generazione di giovani imprenditori pronti a tutto pur di vedere realizzata la loro idea. C&amp;rsquo;&amp;egrave; chi si trasferisce in Silicon Valley (Coderloop), chi chiede (e ottiene) fondi dai vicini di casa tedeschi (Cibando) e chi vince un concorso e se ne va in Cile (Doochoo). Appurato che nel Belpaese esistono (e sono anche bravi! Incroyable!) giovani startup e startupper, perch&amp;egrave; tutti vanno all&amp;rsquo;estero? Ribaltando la domanda: perch&amp;egrave; le societ&amp;agrave; di venture capital in Italia non investono tanto quanto i nostri colleghi stranieri? Gli investitori non sono lungimiranti? Mancano i fondi? Oppure &amp;egrave; un mero fattore culturale? In questi giorni cercheremo di approfondire il tema, cercando di capire perch&amp;egrave; non siamo ancora una little silicon.&lt;br/&gt;
Fonte:buzlogs.com&lt;br/&gt;
</description>
        </item>
        <item>
            <title>Start up e venture capitalist</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art37.html</link>
            <description>La ricerca dei finanziamenti non &amp;egrave; proibitiva. Se da una parte &amp;egrave; vero che il venture capital in Italia non sia radicatissimo &amp;egrave; da evidenziare che in tre anni sono stati fatti investimenti in oltre 180 progetti differenti a fronte di 11 mila richieste di finanziamento e tuttora rimangono ancora da assegnare 320 milioni di euro nei prossimi due anni e mezzo. La media degli investimenti &amp;egrave; di 3 milioni (con picchi di 5), con un quota controllata dal venture capitalist del 30%. Il tempo medio tra l&amp;rsquo;analisi del business plan e l&amp;rsquo;investimento &amp;egrave; di sei mesi. Tra i principali motivi di scarto dei progetti da parte degli investitori ci sono:&lt;br/&gt;

13% poco commitment degli      imprenditori
25%&amp;nbsp;assenza di chiare      strategie di crescita
29%&amp;nbsp;business model non      condivisibili
33%scarsa preparazione      manageriale

&amp;nbsp;Fonte: buzlogs.com&lt;br/&gt;
</description>
        </item>
        <item>
            <title>Progetti di delocalizzazione in Argentina</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art36.html</link>
            <description>Abbiamo ricevuto la notizia che in Argentina si sta costituendo un distretto Agroalimentare per la produzione di farina e pasta. Questo progetto &amp;egrave; in particolar modo rivolto a quelle aziende che vogliono esportare nel continente americano. Per sapere maggiori dettagli potete visualizzare Italia Marketplace Expo al sottotitolo Join Venture.&lt;br/&gt;
&amp;nbsp;&lt;br/&gt;
&amp;nbsp;&lt;br/&gt;
&amp;nbsp;&lt;br/&gt;
&amp;nbsp;&lt;br/&gt;
&amp;nbsp;&lt;br/&gt;
</description>
        </item>
        <item>
            <title>Elementi di psicologia del prezzo</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art35.html</link>
            <description>Recentemente ho avuto l'occasione di ascoltare in televisione l'intervento della Dott.ssa Marzano riguardo la crisi economica e la reazione della gente in relazione alle decisioni di acquisto dei prodotti alimentari e non alimentari. In particolare veniva messo in evidenza anche il fatto che anche la cultura avesse subito una sorta di comparazione di prezzo tipica di quella che viene fatta per l'acquisto di prodotti a carattere standard come benzina, pane e cosi via. Tutto ci&amp;ograve; a scapito della qualit&amp;agrave; e di un sistema di valutazione degli acquisti dei beni e servizi con la situazione di crisi rivolti solamente al &quot;meno caro&quot;.Cosi' creava anche scandalo il fatto che una mamma a scuola chiede al bambino quale libro vuole comprare e lui le risponde:&quot;quello meno caro&quot;. Di fronte a certi dibattiti che sicuramente evidenziano uno stato di crisi generalizzata per alcuni settori e in particolar modo del mercato della domanda di beni e servizi primari, ho avuto l'occasione di fare alcune riflessioni sui comportamenti di acquisto dei consumatori e in particolare sulla propensione degli stessi a determinare il prezzo e ad imporre ai produttori nuove scelte e strategie di prezzo. Ci troviamo di fronte a nuovi comportamenti del cliente rispetto ad una vasta offerta di prodotti a volte similari ma che presentano vantaggi qualitativi differenti. Riprendendo il vecchio discorso della psicologia del prezzo ovvero di quei prezzi che si fissano al di sotto di una soglia(99 invece che 100) per dare l'impressione al compratore di un prezzo piu' basso e spingerlo piu' facilemente all'acquisto, ho pensato che l'aumento della benzina che continua in maniera progressiva non sia altro che il tendere verso un prezzo psicologico al di sotto del quale il consumatore non &amp;egrave; per nulla allarmato. Voglio semplicemente dire che se il prezzo e' 1,90 tutto va bene se arriva a 2 euro si grida allo scandalo!Credo che questa teoria sia ancora attuale nonstante sia aumentata la capacit&amp;agrave; dei consumatori di raccogliere informazioni e comparare le stesse. In effetti tutti i prezzi sono psicologici in qualsiasi settore e a qualasiasi livello se pensiamo al fatto che l'acquirente, quando valuta il prezzo o addirittura determina lo stesso, lo fa comparandolo all'idea che si &amp;egrave; fatto dell'utilit&amp;agrave;, dei vantaggi, dell'immagine,dei risparmi di tempo che saranno originati dal suo utilizzo. Credo che la situazione economica abbia ridotto il sistema dei valori che precedentemente aiutavano il cliente a stimare i vantaggi piu' che a fare una mera comparazione di prezzo. Probabilmente ha inciso anche la notevole mole di informazioni e continui cambiamenti che hanno scoraggiato il consumatore ad ulteriori valutazioni del prezzo rispetto ai vantaggi e benefici.&lt;br/&gt;
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        </item>
        <item>
            <title>Invito convegno 'Italia che produce'</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art34.html</link>
            <description>Il giorno 27/02/2012 alle ore 15:00 presso la sala conferenze della Camera di Commercio di Terni avverr&amp;agrave; l'intervento del nostro Ceo Gabriele Fusi avente come tema la formazione per l'internazionalizzazione dell'impresa:&quot;nuovi sviluppi competitivi per l'intermediazione commerciale&quot;. L'intervento rientra nell'ambito del Convegno &quot;Italia che produce&quot;.&lt;br/&gt;
&amp;nbsp;&lt;br/&gt;
&amp;nbsp;&lt;br/&gt;
&lt;br/&gt;
&lt;br/&gt;
</description>
        </item>
        <item>
            <title>Convegno ' Italia che produce'</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art33.html</link>
            <description>Il giorno 27/02/2012 alle ore 15:00 presso la Camera di Commercio di Terni ci sar&amp;agrave; l'intervento del nostro Ceo Gabriele Fusi al convegno &quot;Italia che produce&quot;. Per l'invito potete scrivere al seguente indirizzo:&lt;br/&gt;
info@fusigroup.com&lt;br/&gt;
&amp;nbsp;&lt;br/&gt;
</description>
        </item>
        <item>
            <title>Il sistema fiscale in Mongolia</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art32.html</link>
            <description>Per quanto riguarda la Mongolia il sistema fiscale &amp;egrave; di tipo federale nel quale vi operano sia le autorit&amp;agrave; centrali che quelle cosidette locali formate da 18 provincie e da 3 municipalit&amp;agrave; indipendenti uali quelle di Ulaan-Baatar, Dahran e Edernet.&lt;br/&gt;
Credo che occorra preliminarmente evidenziare che fra Italia e mongolia non esiste accordo bilaterale per evitare le doppie imposizioni anche se tuttavia esiste un'accordo per la promozione e la protezione degli investimenti. Riprendendo il tema delle tassazioni vi elenco la tipologia e il beneficiario:&lt;br/&gt;
Beneficiario Governo Centrale:&lt;br/&gt;

tassa sulle persone fisiche
tassa sulle persone guiridiche
imposta sul valore aggiunto
accise e dazi doganali

Beneficiario amministrazioni locali:&lt;br/&gt;

imposta sulla propriet&amp;agrave; terriera
imposta sugli autoveicoli
imposta sullo sfruttamento delle risorse naturali

</description>
        </item>
        <item>
            <title>Lo stile comunicativo nella persuasione</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art31.html</link>
            <description>La persuasione mi piace definirla &quot;l'arte di instaurare una democrazia nel dialogo quotidiano con gli altri&quot;. Che cosa mi piacerebbe comunicare a voi con questa frase? Innzanzitutto&amp;nbsp; penso che sia importante prendere in considerazione attraverso un'attenta riflessione i difetti che a volte il carattere puo' creare dissapori nel dialogo con gli altri: la voglia di apparire, di giudicare, di essere protagonista. Alla base di una buona persuasione occorre dimenticarsi di se stessi ed essere orientati verso gli altri in maniera costruttiva. Ad esempio io posso dire ad un mio dipendente: Devi sbrigare tutte le pratiche oggi! oppure Credo che ti convenga espletare tutte le pratiche oggi in quanto penso che domani non abbia tempo a sufficienza. Tra le due affermazione sussiste a mio parere una differenza. La prima frase non lascia spazio di replica la seconda si. Vi &amp;egrave; democrazia nella prima? Credo di no mentre nella seconda concedo l'opportunit&amp;agrave; all'altra parte di poter esprimere una sua opinione rispetto alla mia. Pertanto un'ottima persuasione secondo me non puo' prescindere dalla capacit&amp;agrave; di adattamento del carattere alle diverese situazioni della vita quotidiana. Lo stile comunicativo non permette giudizi assoluti e prevede frasi in prima persona in un tono non definitivo e assoluto. Credo che possano essere utili alcune opzioni per iniziare il discorso in maniera persuasiva:&lt;br/&gt;

direi che.....
penso che....
ritengo che.....
credo che...
mi piace....
a mio parere
per quanto mi riguarda....
secondo me.....
personalmente trovo che......
secondo il mio modo di vedere....
mi sembra che....

Spero di aver trattato per grandi linee argomenti che saranno oggetto dei prossimi corsi di formazione. Con questi suggerimenti spero di poter essere utile ad un miglioramento della capacit&amp;agrave; di persuasione. Mi sembra che sia utile provare ad utilizzare questi esempi e anche a fare degli esercizi scritti su frasi che non sono persuasive.&lt;br/&gt;
</description>
        </item>
        <item>
            <title>Supplementi al BUR della Regione Umbria</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art30.html</link>
            <description>La Regione Umbria ha emesso un bando particolarmente interessante per le Aziende Agroalimentari il 21/12/2011.Per vedere di che cosa si tratta potete cliccare qui sotto oppure contattarmi alla posta elettronica gtrade@fusigroup.com&lt;br/&gt;
&amp;nbsp;&lt;br/&gt;



BANDO REGIONE


CLICCA QUI



</description>
        </item>
        <item>
            <title>Etichettatura dei prodotti in Brasile</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art29.html</link>
            <description>Il prodotto, in base alla normativa sulla tutela dei diritti dei consumatori, deve indicare: caratteristiche, qulit&amp;agrave;, quntit&amp;agrave;, composizione, prezzo, garanzia, data di scadenza e origine del prodotto. tutte le indicazione devono essere in ligua portoghese. Inoltre la nomenclatura doganale &amp;egrave; quella del Mercosur&lt;br/&gt;
</description>
        </item>
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            <title>Tasse di Importazione in Brasile</title>
            <link>http://www.fusigroup.com/16-Blog_art28.html</link>
            <description>In generale le aliquote piu' alte sono quelle relative a prodotti che sono gi&amp;agrave; fabbricati in Brasile.&lt;br/&gt;
La bse imponibile per il prodotto da importazione &amp;egrave; il prezzo del prodotto, aumentato delle spese di trasporto fino al porto di sbarco, nolo e assicurazione.&lt;br/&gt;
Ricapitoliamo brevemente le tasse principali:(iscriviti per saperne di piu')&lt;br/&gt;
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